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19/05/2006

“Unica tutela per il rilancio del Marchio”



Un periodo di crisi congiunturale e strutturale che dura ormai da parecchi anni. La crisi del settore vetrario è iniziata negli anni '90 con una progressiva perdita in termini di numero di aziende e di occupati e una parcellizzazione sempre più incessante, tanto che oggi il 66,38 per cento della vetraria muranese è composta da aziende con meno di 5 dipendenti.
Secondo uno studio della Bocconi e della Cariplo sono 4 gli elementi che hanno portato alla crisi strutturale delle aziende muranesi: il progressivo indebolimento della vocazione imprenditoriale; la poca competitività all'interno del tessuto imprenditoriale; la scarsità di connessione e l'incapacità di far rete; la scarsa innovazione. E pensare che Murano negli ultimi 20 anni ha perso 2500 unità abitative e dagli anni '60 oltre 4000 posti di lavoro. In un distretto molto fragile, quindi, la tutela diventa uno degli eventi cardine per salvaguardare il prodotto originale muranese.
Come ha ricordato Gianni De Checchi, segretario di Confartigianato Venezia, Murano si trova oggi ad affrontare la sfida di un mercato globale, trasversale e impetuoso, che investe tutto e tutti. E la miglior tutela è quella di investire nel Marchio del vetro artistico, per tutelare il produttore, il cliente, ma anche la cultura e la storia dell'isola.
Istituito con la legge regionale 70 del '94 e lanciato il 4 settembre 2002, al Marchio attualmente aderiscono 58 aziende muranesi. "Ne mancano meno di una ventina all'appello,
tra curi grandi nomi – specifica De Checchi – ma va anche detto
che in questi anni avremmo raccolto un'ulteriore ventina di aziende se queste non avessero chiuso per fallimento o non si fossero trasformate in attività commerciali".
Proprio su questo fronte, sarà presentata martedì alle 17.30 a Murano la quarta campagna del Marchio. E dalle prime anticipazioni, sembra che ci siano novità anche sul fronte
di collaborazioni con commercianti per studiare azioni di sinergia.
"Oltre al rilancio – ha aggiunto De Checchi – abbiamo bisogno di azioni di difesa dando segnali forti su controlli e verifiche. Noi possiamo dare segnali importanti ma non abbiamo risorse infinite. E' necessaria una sinergia e servono interventi che coinvolgano organi di vigilanza e l'amministrazione comunale". De Checchi ha poi ricordato che "giace ancora quella proposta sul marchio nazionale "made in Italy" che tuteli la produzione italiana di qualità. Confartigianato si è fatta promotore di un emendamento che mirava a equiparare i marchi pubblici a quello del "made in Italy". Questa proposta la porteremo anche all'attenzione del nuovo Governo".
"I commercianti devono sapere che non vogliamo fare la guerra tra poveri – ha aggiunto Gianfranco Albertini, presidente del Consorzio Promovetro – ma vogliamo essere tutelati come produttori e tutelare i nostri clienti. Possono continuare a vendere vetro non muranese ma devono fado distinguendolo da quello originale. Ci sarà vita dura per i commercianti disonesti". Tra le iniziative future vi è quella di trasferire l'azione legale sul piano penale per lanciare un messaggio di portata maggiormente rilevante.