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Promovetro

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19/05/2006

Stop alla pubblicità ingannevole sul web



Pubblicità ingannevole via Internet, nuova vittoria del marchio del vetro. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha inibito all'azienda Linea bioart di pubblicizzare oggetti, indicandoli come vetro di Mura­no, attraverso il web. Un successo in campo amministrativo che segue quella del 2004 ottenuta in sede civile. «L'azienda inibita acquistava da una ditta muranese dei semi­lavorati su cui poi aggiungeva delle lavorazioni. Oggetti che – spiega l'avvocato Alessio Vianello – alla fine l'Autorità ha riconosciuti non poter essere pubblicizzati come vetro di Murano». «E' un fatto importante per gli aderenti al Consorzio del vetro di Murano e per l'immagine dei no­stri prodotti – commenta il presidente del Consorzio Promovetro Murano, Gianfranco Albertini -. Un'attività di difesa del nostro vetro autentico che sarà sempre più incisiva, con controlli e azioni legali contro quei numerosi commercianti che mescolano vetro di Murano con quello proveniente da altre lavorazioni», aggiunge.
I prodotti contraffatti purtroppo raggiungono ormai il 40% di quello che si trova in vendita. «A giorni partirà la quarta campagna a sostegno del marchio e tra le iniziative ci sarà anche la creazione delle sale vendita che espongono solo vetro di Murano», interviene Gianni De Checchi, segretario di Confartigianato Venezia. Attività di difesa e promozione dei prodotti di qualità sono sempre più necessarie visto il permanere sul mondo del vetro di 'un clima pesante come dimostra lo studio di settore elaborato dalla Bocconi-Cariplo. L'indagine fa emergere i mali dell'imprenditoria muranese ovvero: indebolimento della vocazione imprenditoriale, scarsa competitività delle aziende, incapacità di far rete, scarsa innovazione. «Un'analisi confermata dai dati che mostrano una progressiva miniaturizzazione delle imprese, di cui il 66% ha meno di 5 dipendenti, affiancata dal drammatico calo di posti di lavoro e di residenti», puntualizza De Checchi. Intanto in città sembra si sia raggiunta la saturazione dei punti vendita di vetro. «Si è raggiunto un equilibrio tra chi apre e chi chiude», conferma De Checchi.