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15/10/2012

Murano Venezia. Mille anni di storia: vogliamo davvero buttarli via?

Venezia, 14 novembre 2012. Il destino di Venezia è legato a doppio filo a quello dell’unica vera attività produttiva rimasta in città, il vetro di Murano. La sua difesa, però non sembra essere una priorità per i veneziani. I produttori dell’isola, come tutti i veneziani veri, stanno lottando per difendere le proprie radici, cultura e civiltà millenaria nel disinteresse generale. Per questo motivo, questa mattina il Consorzio Promovetro di Murano ha presentato alla città la campagna: “Murano Venezia. Mille anni di storia: vogliamo davvero buttarli via?”. Al centro della campagna c’è un opuscolo, distribuito da domani ai quasi 60mila abitanti del centro storico di Venezia (comprese le isole Murano, Lido e Giudecca) che ha l’obiettivo di far luce sulla filiera del vetro e di sensibilizzare i cittadini su quanto sia oggi necessario invertire la tendenza di negozi di paccottiglia a favore di prodotti di qualità per attirare un turismo migliore.

CAMPAGNA SHOCK: una campagna shock che chiama a raccolta tutti i cittadini per dissuadere le persone dall’apertura di negozi di souvenirs scadenti e dall’acquisto degli stessi, puntando sulle conseguenze che questi hanno sull’economia e sull’immagine di Venezia. Una campagna contro il dilagare di negozi che vendono vetro di bassa fattura, contro chi continua a spacciare vetro importato per vetro muranese e contro chi svende la città di Venezia. Il Consorzio Promovetro, unico gestore del Marchio Vetro Artistico® Murano, si pone a difesa del vetro DOC realizzato secondo le antiche tecniche e lavorazioni, chiama a raccolta i veneziani e chiede aiuto a tutta la città in questa impresa, nella convinzione che un artigianato di qualità sia portatore di ricchezza, di un turismo migliore e un’immagine diversa e positiva di Venezia. I souvenirs spacciati per vetro di Murano, infatti, non solo hanno un impatto negativo sull’economia di Venezia, ma hanno anche un effetto negativo sull’immagine distorta che un turista porta via con sé dopo aver comprato un oggetto acquistato in vetro a 1 euro o, ancor peggio, dopo aver acquistato a prezzi esorbitanti un prodotto non originale, spacciato per un vetro di Murano autentico.

OPERAZIONE ETICA: il Marchio Vetro Artistico® Murano entra quindi con prepotenza nelle case e nei negozi di tutti i veneziani. Perché salvare il vetro di Murano è un’operazione etica: vuol dire dare un futuro alla stessa Venezia, sostenere l’artigianato locale nel nome del Made in Italy, spazzar via l’immagine di una Venezia da cartolina con gondole e mascherine in plastica, e dar spazio a quei mestieri che in passato hanno fatto diventare grande la nostra Serenissima.

IL SERVIZIO DEL TG DI RETEVENETA

“A Venezia e a Murano vengono venduti milioni di pezzi prodotti al di fuori dell’isola e spacciati, in maniera più o meno plateale, per vetro di Murano. Se si vendesse solamente vetro prodotto nelle fornaci di Murano si recupererebbero svariati milioni di euro che attualmente, invece, finiscono nelle tasche di “imprenditori” troppe volte spregiudicati – commenta il presidente del Consorzio, Luciano Gambaro – Oggi l’unico strumento per combattere la concorrenza sleale è il Marchio Vetro Artistico® Murano ed attorno ad esso aziende di Murano e negozianti devono unirsi ed identificarsi per rilanciare il vetro di Murano e ricostruire un’immagine positiva per Venezia. Noi siamo la Murano che porta avanti la tradizione contro la contraffazione. Oggi diciamo basta al colera del falso. Siamo consapevoli del nostro patrimonio e vogliamo difenderlo fino alla fine”.

Oggi, quindi, è necessario fare chiarezza di fronte a tanta confusione. E il Consorzio sceglie una campagna porta a porta per “moralizzare” i cittadini e per dimostrare che il problema della contraffazione sta proprio a Venezia e a Murano, nelle cui vetrine spopolano prodotti di bassa lega. Il risultato è che l’immagine che i turisti portano a casa dell’artigianato locale è completamente distorta.

 

 

IL SERVIZIO DEL TG3

 

 “Un danno enorme in termini di fatturato sottratto, ma anche d’immagine alla città – conferma Andrea Della Valentina, consigliere del Consorzio – a Venezia gli abitanti difendono giustamente le pietre, come quelle dell’Arsenale, ma noi difendiamo una tradizione che è viva e abbiamo almeno lo stesso valore delle pietre. Murano viene violata tutti i giorni da prodotti che non hanno nulla a che vedere con il vetro di Murano, per questo vogliamo creare una coscienza della difesa di una tradizione”.

La campagna è sostenuta da Confartigianato Venezia. “Questo opuscolo è un pugno in faccia a Venezia dettato dall’infinito amore per la città e per Murano – afferma il segretario Gianni De Checchi – Venezia è una città che accetta orami supinamente il suo progressivo decadimento dell’immagine culturale e commerciale, mentre ora la città deve riappropriarsi di questo patrimonio che è il vetro di Murano e che ci viene invidiato da tutto il mondo. È un pugno in faccia nella speranza che i veneziani si riprendano qualcosa che se non viene coltivato e aiutato è destinato a morire”.

 Dopo il porta a porta, la discussione si sposterà nel web. Già da oggi, infatti, è attiva la pagina facebook.com/VeneziaConMurano e il sito www.VeneziaConMurano.it, dove ognuno potrà dare il proprio contributo ed esprimere consigli e suggerimenti.

Per scaricare il libretto

LibrettoVeneziaConMurano_