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12/06/2013

“Una Luce per L’Emilia Romagna” – Sono arrivati a Murano i lampadari di Sant’Agostino

Venezia, 4 giugno 2013. Sono arrivati a Murano scortati dai Vigili del Fuoco di Ferrara, dai Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico e dalla Soprintendenza, che hanno controllato e seguito tutte le fasi del trasporto di questo preziosissimo carico. Partiti al mattino presto da Ferrara, alle 10 di questa mattina i 4 lampadari in vetro sopravvissuti alle scosse di terremoto che l’anno scorso hanno devastato l’Emilia Romagna sono arrivati allo scalo fluviale di Venezia e da qui trasportati in barca fino a Murano, l’isola del vetro per eccellenza, tra gli sguardi curiosi dei turisti lungo le rive e sui ponti.

 

Giornata intensa e piena di emozioni, quella che oggi ha visto far decollare ufficialmente l’operazione “Una luce per l’Emilia Romagna” e che prevede, da qui fino agli inizi del prossimo anno, il recupero e restauro dei preziosi lampadari in vetro di Murano che trovavano posto nel Municipio del Comune di Sant’Agostino, letteralmente squarciato dalle scosse del terremoto del 2012 tanto da essere successivamente raso al suolo.

 

 

 

Sono 4 i lampadari che oggi sono giunti a Murano per essere restaurati, a titolo completamente gratuito, da un team di aziende del Consorzio specializzate nel settore dell’illuminazione e degli specchi, coordinati dal Consorzio Promovetro di Murano, unico gestore del Marchio Vetro Artistico® Murano.

Tre lampadari sono di piccole dimensioni, ma uno, il più famoso, pesa ben 400 kg ed è alto 5 metri. Cristalli, ambra e oro sono suddivisi in una struttura di 4 piani per una circonferenza di 3 metri. Si tratta del lampadario  portato da Italo Balbo negli anni ‘20 dalla sala degli stemmi del castello Estense di Ferrara a Sant’Agostino, e che era collocato fino allo scorso maggio, nella sala del consiglio del Comune, un palazzo del 1875, in quello che allora era il salone delle feste.

 

Tutti i lampadari sono arrivati a Murano smontati e catalogati, conservati in 32 scatoloni.

 

 

Da oggi, quindi, scatta l’operazione di restauro, al fine di riportare queste opere d’arte all’originario e antico splendore.

 

Il team di esperti studierà, insieme alla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici, ed Etnoantropologici di Bologna, Ferrara, Forlì/Cesena, Ravenna e Rimini le modalità di intervento per il recupero di ogni singolo pezzo, braccia, ricci, fiori, foglie, pendagli, coppe, pastorali, ecc… e le eventuali sostituzioni delle parti danneggiate. Le operazioni prevedono prima l’analisi dello stato di conservazione degli elementi in vetro, l’analisi della strutture in ferro e in legno interne del lampadario, la catalogazione degli elementi in vetro mancanti e da sostituire, la realizzazione fedele in fornace degli elementi in vetro mancanti, la messa a norma dell’impianto elettrico e il montaggio finale dei lampadari.

 

E così il Consorzio Promovetro Murano, unico gestore del Marchio Vetro Artistico® Murano, si è subito attivato, su invito del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali tramite la Soprintendenza per i beni artistici, storici ed etnoantropologici di Bologna, Ferrara, Forlì/Cesena, Ravenna e Rimini, per aiutare la popolazione dell’Emilia Romagna con un progetto concreto di solidarietà e di salvaguardia artistica ma al contempo un gesto simbolico: recuperare gratuitamente i 4 bellissimi lampadari che erano conservati nel Municipio, mettendo a disposizione le professionalità e le maestranze delle aziende dell’isola del vetro.

 

 

 

“Per noi è una grande gioia mettere la nostra professionalità a disposizione di questa popolazione che ha già sofferto molto e ha perso tutto – commenta il presidente del Consorzio, Luciano Gambaro – sappiamo che questi lampadari hanno un significato simbolico, perché si sono salvati, nonostante la loro fragilità, dalla furia devastante del terremoto. Il Consorzio Promovetro Murano e il marchio Vetro Artistico® Murano con questa operazione di solidarietà riaffermano una storia e una cultura che hanno oltre mille anni: insieme agli amici dell’Emilia Romagna poniamo le basi per una speranza di rinascita”.