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Vetro piano

La necessità di schermare le finestre con materiali trasparenti,indirizzò la produzione del vetro alla realizzazione di lastre già in epoca romana. Le lastre di piccole dimensioni, non più di 50×80 cm, erano prodotte colando il vetro su una piastra e tirandone le estremità con pinze o altri attrezzi fino a riempire i bordi di uno stampo. Queste lastre sono facilmente riconoscibili per l’irregolarità dello spessore, sottile al centro e spesso e arrotondato ai bordi. Il maggior impulso alla fabbricazione delle lastre venne, probabilmente, dalla diffusa utilizzazione di vetrate policrome, legate al piombo, a partire dal VIII secolo, ma in modo massiccio, all’ XI secolo nella costruzione delle cattedrali gotiche in Europa. Ma fu dal XVII secolo che si svilupparono metodi più sofisticati e meno costosi per produrre lastre di dimensioni sempre più grandi e spessori regolari ed uniformi. Le lastre trovarono impiego diffuso anche nell’edilizia civile fino ad arrivare ai giorni nostri con lo sviluppo delle facciate strutturali, dove intere pareti di grattacieli ed edifici commerciali sono fatte in vetro e l’impiego del vetro nei mezzi di trasporto. Le tecniche che si susseguirono furono, dopo il vetro colato, il sistema dei dischi, quello del cilindro,la colatura tra rulli e, nel 1900, con l’avvento della produzione continua, prima il vetro tirato e poi, dai primi anni sessanta, la tecnica float che ha completamente soppiantato le altre tecnologie. (Testi a cura di Mario Moretti)